Da Tassati e Mazziati di G. Bortolussi, pg. 96
Chi osanna la finanza di progetto è un po’ l’artefice di un enorme e ben riuscito gioco di prestigio, le cui vittime
principali sono ovviamente i cittadini e le imprese. Da più parti, i detrattori di questo strumento finanziario parlano di una sorta di “trucco”. Le opere pubbliche si dovrebbero fare con le tasse che i cittadini pagano regolarmente, non è giusto doverle pagare una seconda volta, sotto forma di tariffe, per vederle realizzate e gestite da privati. Ma la gente sembra non avere capito questo meccanismo perverso e pare convinta che i soldi vengano “tirati fuori” da qualcun altro.




Il Project Financing sarebbe un gioco di prestigio? E in che senso? Come funziona?
“La finanza di progetto o Project Financing si realizza attraverso il coinvolgimento di partner privati nel finanziamento e nella realizzazione di un’opera, riducendo i costi a carico della Pubblica Amministrazione e ponendo un rimedio alla scarsità di fondi pubblici per la realizzazione di opere pubbliche fondamentali (arterie stradali o ferroviarie, dighe, ospedali, progetti energetici o di pubblica utilità). I privati sono interessati a partecipare finanziariamente all’iniziativa se viene data loro la possibilità di recuperare l’investimento attraverso il costo del servizio reso e che sarà fatto pagare all’utilizzatore dell’opera, per esempio con aumenti di pedaggio per quanto riguarda i nuovi assi autostradali” (da Bortolussi G., Tassati e Mazziati, pg. 95).
In altri termini, dal punto di vista del contribuente ciò equivale a pagare due volte lo stesso servizio. Si pensi, ad esempio, ad un’arteria stradale di pubblica necessità. Il contribuente prima paga le tasse che in linea di principio dovrebbero essere destinate anche alla realizzazione di quell’arteria stradale, ma dato che i fondi pubblici languono, la PA decide di cooinvolgere nel finanziamento e nella realizzazione della stessa i privati che impongono un pedaggio – al contribuente – per far rientrare i capitali investiti. Il contribuente quindi prima paga le tasse al pubblico, poi paga il pedaggio al privato. In sintesi: finisce con il pagare due volte! La domanda giusta da porsi è: dove finiscono le tasse? Le tasse “creative” e/o “occulte” come quelle che si nascondono dietro il Project Financing sono forse il sintomo di una cattiva amministrazione dei fondi pubblici?
Io mi sento di condividere questa sorta di provocazione! Riflettendo bene su questo tipo di meccanismo finanziario, emergono nettamente delle innegabili contraddizioni in grado di ridimensionare l’idea diffusa sui soli effetti positivi dello stesso. Una prima questione riguarda l’abuso del project financing in alcune aree del Paese o meglio, se ragioniamo di converso, al diverso peso degli interventi pubblici nelle regioni italiane, a netto vantaggio delle aree centrali e del mezzogiorno. Tale aspetto sembra poco o mal percepito dagli italiani ma i dati empirici illustrati nello stesso libro suffragano la tesi appena suggerita.
C’è poi una seconda questione che non può sfuggire a nessuno perché insiste, a diversi livelli ma direttamente, sul portafoglio di ciascuno di noi: sono tutti quei costi aggiuntivi che dobbiamo sostenere per ripagare la componente privata intervenuta nella fase di realizzazione delle opere pubbliche (maggiorazione di pedaggi autostradali, parcheggi a pagamento negli ospedali e chi più ne ha più ne metta).
Ecco perchè è giusto sostenere che chi osanna la finanza a progetto è un po’ l’artefice di un enorme e ben riuscito gioco di prestigio le cui vittime principali sono ovviamente i cittadini…
Ecco un classico esempio di frode utilizzando il project financing mascherando una Discarica di Rifiuti, trasformandola in “Recupero Ambientale” con l’obiettivo di riempire le casse comunali….
http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=214989
Bur n. 39 del 12/05/2009
Ambiente e beni ambientali
Deliberazione della Giunta Regionale n. 996 del 21 aprile 2009
GEO NOVA S.p.A. Recupero ambientale dell’ex cava Siberie, mediante la progettazione definitiva per la costruzione e la gestione operativa e post-operativa di una discarica controllata programmata con il sistema del project financing di cui all’art. 37 L. n. 109/94. Comune di localizzazione: Sommacampagna (VR). Procedura di V.I.A. ai sensi degli artt. 11 e 23 della L.R. n. 10/99, Autorizazione Integrata Ambientale ai sensi del D.Lgs. n. 59/05 e L.R. n. 26/07.
Dimenticavo… chi ha ideato quel FINTO Recupero Ambientale è stata una giunta comunale di centro sinistra con 12 sui 13 consiglieri di maggioranza iscritti al Partito Democratico