Sto leggendo il libro di Giuseppe Bortolussi “Tassati e Mazziati”. Me l’ha regalato un amico conoscendo la mia grande avversione per il fisco. Un po’ perché lo pago e un po’ perché non ci capisco nulla. E dato che – lo dicono tutti gli esperti di marketing – pagare per qualcosa che non si capisce non soddisfa mai l’acquirente, anch’io quando sento parlar di fisco mi sento insoddisfatta. Con questo libro invece comincio a capirci qualcosa, è scritto in modo scorrevole e chiaro e soprattutto man mano che procedo nella lettura mi pare che un nodo si sciolga. E che uno si formi: un nodo alla gola per tutta quella serie di tasse nascoste o raddoppiate di cui non conoscevo l’esistenza. Niente, volevo solo trasmettere il messaggio che il libro “prende” e che il libro “serve”. Bravo Giuseppe Bortolussi che mi hai saputo raccontare con dovizia di particolari e insieme estrema chiarezza cosa succede nelle mie tasche! Buona lettura a tutti!
Anch’io sto leggendo il libro…che dire, c’è da mettersi le mani nei capelli!Mi viene sempre più voglia di andarmene da questo Paese!Come dice Bortolussi, paghiamo troppe tasse: ma perchè l’Italia deve sempre distinguersi dagli altri Paesi europei in negativo?Liberi dal fisco?Magari!!Ma non ci credo più, ormai…
ci mancavano pure le tasse nascoste! un libro illunminante sui meccanismi perversi e distorti (ma ci rendiamo conto che paghiamo ancora per l’Abissinia?!!) di un fisco che colpisce sempre noi, i soliti fessacchiotti che pagano tutto fino all’ultimo centesimo!!
Un libro piacevole che aiuta a fare chiarezza su molte tematiche importanti e che troppo spesso non vengono trattate. consigliato a esperti del settore e non!
Ho ascoltato stamane su radio24 la presentazione del libro: condivido in maniera totale quanto sentito da pensare che avrei potuto dirlo io, spiegato in maniera semplicissima e magistrale, comprensibile universalmente. Ne sottoscrivo persino la punteggiatura. Sono un libero professionista dal 1980… Come ho fatto a sopravvivere sino ad oggi? Forse ci sono riuscito nella speranza di sentire, un giorno, qualcuno dire tutto ciò, anziché dover sentire solo inveire sempre e soltanto su noi liberi professionisti come evasori di tasse, assassini della società civile, ladri di servizi, ecc.
Chissà che a qualcuno non venga il sospetto che l’evasione è un problema e non “il problema”, che rimane sempre quello del tappo della vasca che non c’è….
Grazie Bortolussi!
Mi piacerebbe molto che si potesse discutere su questi argomenti. Perchè le tasse vengono poste per un sistema oramai marcio. Saluti
Il Campionato delle Buone Azioni -Tema generale: L’etica dentro l’economia e non fuori –
7a GIORNATA – week end del 14 ottobre 2011
Tema della settimana: premesso che pochi sanno i meccanismi che governano l’economia e la finanza mondiale (benché ce li ritroviamo poi tutti sulla propria pelle), Vi sembra possibile che i “mercati della speculazione finanziaria” possano continuare a speculare ancora per molto senza il crollo totale? Quali ricette per cambiare?
Prendiamo l’Italia (la più ricca al Mondo nel Risparmio dei suoi singoli solo perché in Italia c’è predominante il modello della micro/piccola e media impresa). Se guardate bene, di settimana in settimana, tornano a salire pericolosamente i famosi spread: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e le obbligazioni tedesche è volato a quota 370 punti. Il risultato è che l’Italia (OVVERO TUTTI NOI) sborserà più soldi per gli interessi sulle obbligazioni. La “notizia buona” (MA QUESTO LO DICE LA STAMPA NAZIONALE RESA TROPPO SPESSO MIOPE E CORROTTA DALLE SOLITE LOBBY DELLA FINANZA) è, invece, che all’asta di Btp a 5 anni sono stati collocati titoli per 3,5 miliardi a un rendimento del 5,32%, in calo dello 0,28% rispetto l’asta precedente. Questo, invece di far felici, vuol invece solo dire questo: i mercati ci invogliano ad acquistare la loro carta straccia, emessa secondo principi labili e poi, con una scusetta qualsiasi delle Agenzie di rating (Esempi: “abbassamento perché Berlusconi copula meno o più di ieri”…), “bruciano” in pochi giorni tutto il risparmio. Ma cosa vuol dire “bruciano”? Semplicissimo, che il risparmio degli Italiani investito tramite lo Stato e le borse, finisce nelle tasche di pochissimi a scapito dei moltissimi. E i servizi lo Stato li deve far costare sempre di più (con più tasse ai cittadini) per andare a ripagare la richiesta di denaro da fare ai “mercati”.
Questa è la più grande delle truffe e delle ignominie. E’ possibile continuare a questi livelli?
Soluzioni? Una sola è radicalmente possibile! Sedersi attorno ad un tavolo, con l’etica volontà di creare regole glo-cali (globali e locali assieme) finalmente innovative ed improntate al “bene comune”.
Il talento espresso da un singolo non può e sarà mai, infatti, fine a se stesso. Ma si esprime rivalutandosi proprio perché bene per l’intera collettività (i confini di uno Stato non possono esistere come la Storia ci ha insegnato, in un mondo moderno di tecnologie, come quello che vivremo sempre più).
Gli Stati devono riprendersi la possibilità di emettere denaro su principi etici e moderni. Ovvero andare a nazionalizzare la Banca Centrale e tutti i Servizi infrastrutturali (Banda larga; Scuole; Strade; Industria Primaria della trasformazione dell’acciaio, ferro, ; Agricoltura; Sanità;) e con chiare e ferree regole etiche togliere il 90% delle tasse che gravano sul lavoro e sul profitto dei talenti. Quel 10% basta e avanza per dar modo al proprio Stato di aiutare quelli meno abbienti ed in via di sviluppo, purché si elevino dalla troglodita esperienza scaramantica e/o pseudo multi-religiosa e/o preda di pochi corrotti e corruttori a Paesi che creino una costituzione improntata sul “bene comune glo-cale”.
Crediamo sia giunto il tempo per cambiare la “brutta copia dell’umanità”: quella che è sempre stata pronta a “divorare il pesce piccolo” senza accorgersi che dietro l’angolo c’è ne sempre uno più grande in agguato.
E a questi concetti, pur nella massima trasparenza delle regole da dettare, servono pochi illuminati. Poche Guide etiche che non guardino al proprio “io” ma al “noi condiviso”!
Utopia? L’utopia vera è quella che l’essere umano ha stabilito contro il proprio simile sino ad oggi. Ma con l’era delle tecnologie, dei trasporti veloci, di una inevitabile scolarizzazione, i casi sono due: o si arriva a condividere i concetti di cui sopra, oppure si torna al perpetuarsi delle rovinose guerre gobali.
Maurizio Sarlo
Per invitare Giuseppe Bortolussi a presentare il suo libro è sufficiente contattare la dott.ssa Cristina Andreose al numero 0412386703 oppure inviare una mail a sindacale1@mailcgiamestre.com.
Sto leggendo il libro di Giuseppe Bortolussi “Tassati e Mazziati”. Me l’ha regalato un amico conoscendo la mia grande avversione per il fisco. Un po’ perché lo pago e un po’ perché non ci capisco nulla. E dato che – lo dicono tutti gli esperti di marketing – pagare per qualcosa che non si capisce non soddisfa mai l’acquirente, anch’io quando sento parlar di fisco mi sento insoddisfatta. Con questo libro invece comincio a capirci qualcosa, è scritto in modo scorrevole e chiaro e soprattutto man mano che procedo nella lettura mi pare che un nodo si sciolga. E che uno si formi: un nodo alla gola per tutta quella serie di tasse nascoste o raddoppiate di cui non conoscevo l’esistenza. Niente, volevo solo trasmettere il messaggio che il libro “prende” e che il libro “serve”. Bravo Giuseppe Bortolussi che mi hai saputo raccontare con dovizia di particolari e insieme estrema chiarezza cosa succede nelle mie tasche! Buona lettura a tutti!
Anch’io sto leggendo il libro…che dire, c’è da mettersi le mani nei capelli!Mi viene sempre più voglia di andarmene da questo Paese!Come dice Bortolussi, paghiamo troppe tasse: ma perchè l’Italia deve sempre distinguersi dagli altri Paesi europei in negativo?Liberi dal fisco?Magari!!Ma non ci credo più, ormai…
ci mancavano pure le tasse nascoste! un libro illunminante sui meccanismi perversi e distorti (ma ci rendiamo conto che paghiamo ancora per l’Abissinia?!!) di un fisco che colpisce sempre noi, i soliti fessacchiotti che pagano tutto fino all’ultimo centesimo!!
Un libro piacevole che aiuta a fare chiarezza su molte tematiche importanti e che troppo spesso non vengono trattate. consigliato a esperti del settore e non!
Ho ascoltato stamane su radio24 la presentazione del libro: condivido in maniera totale quanto sentito da pensare che avrei potuto dirlo io, spiegato in maniera semplicissima e magistrale, comprensibile universalmente. Ne sottoscrivo persino la punteggiatura. Sono un libero professionista dal 1980… Come ho fatto a sopravvivere sino ad oggi? Forse ci sono riuscito nella speranza di sentire, un giorno, qualcuno dire tutto ciò, anziché dover sentire solo inveire sempre e soltanto su noi liberi professionisti come evasori di tasse, assassini della società civile, ladri di servizi, ecc.
Chissà che a qualcuno non venga il sospetto che l’evasione è un problema e non “il problema”, che rimane sempre quello del tappo della vasca che non c’è….
Grazie Bortolussi!
Mi piacerebbe molto che si potesse discutere su questi argomenti. Perchè le tasse vengono poste per un sistema oramai marcio. Saluti
Il Campionato delle Buone Azioni -Tema generale: L’etica dentro l’economia e non fuori –
7a GIORNATA – week end del 14 ottobre 2011
Tema della settimana: premesso che pochi sanno i meccanismi che governano l’economia e la finanza mondiale (benché ce li ritroviamo poi tutti sulla propria pelle), Vi sembra possibile che i “mercati della speculazione finanziaria” possano continuare a speculare ancora per molto senza il crollo totale? Quali ricette per cambiare?
Prendiamo l’Italia (la più ricca al Mondo nel Risparmio dei suoi singoli solo perché in Italia c’è predominante il modello della micro/piccola e media impresa). Se guardate bene, di settimana in settimana, tornano a salire pericolosamente i famosi spread: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e le obbligazioni tedesche è volato a quota 370 punti. Il risultato è che l’Italia (OVVERO TUTTI NOI) sborserà più soldi per gli interessi sulle obbligazioni. La “notizia buona” (MA QUESTO LO DICE LA STAMPA NAZIONALE RESA TROPPO SPESSO MIOPE E CORROTTA DALLE SOLITE LOBBY DELLA FINANZA) è, invece, che all’asta di Btp a 5 anni sono stati collocati titoli per 3,5 miliardi a un rendimento del 5,32%, in calo dello 0,28% rispetto l’asta precedente. Questo, invece di far felici, vuol invece solo dire questo: i mercati ci invogliano ad acquistare la loro carta straccia, emessa secondo principi labili e poi, con una scusetta qualsiasi delle Agenzie di rating (Esempi: “abbassamento perché Berlusconi copula meno o più di ieri”…), “bruciano” in pochi giorni tutto il risparmio. Ma cosa vuol dire “bruciano”? Semplicissimo, che il risparmio degli Italiani investito tramite lo Stato e le borse, finisce nelle tasche di pochissimi a scapito dei moltissimi. E i servizi lo Stato li deve far costare sempre di più (con più tasse ai cittadini) per andare a ripagare la richiesta di denaro da fare ai “mercati”.
Questa è la più grande delle truffe e delle ignominie. E’ possibile continuare a questi livelli?
Soluzioni? Una sola è radicalmente possibile! Sedersi attorno ad un tavolo, con l’etica volontà di creare regole glo-cali (globali e locali assieme) finalmente innovative ed improntate al “bene comune”.
Il talento espresso da un singolo non può e sarà mai, infatti, fine a se stesso. Ma si esprime rivalutandosi proprio perché bene per l’intera collettività (i confini di uno Stato non possono esistere come la Storia ci ha insegnato, in un mondo moderno di tecnologie, come quello che vivremo sempre più).
Gli Stati devono riprendersi la possibilità di emettere denaro su principi etici e moderni. Ovvero andare a nazionalizzare la Banca Centrale e tutti i Servizi infrastrutturali (Banda larga; Scuole; Strade; Industria Primaria della trasformazione dell’acciaio, ferro, ; Agricoltura; Sanità;) e con chiare e ferree regole etiche togliere il 90% delle tasse che gravano sul lavoro e sul profitto dei talenti. Quel 10% basta e avanza per dar modo al proprio Stato di aiutare quelli meno abbienti ed in via di sviluppo, purché si elevino dalla troglodita esperienza scaramantica e/o pseudo multi-religiosa e/o preda di pochi corrotti e corruttori a Paesi che creino una costituzione improntata sul “bene comune glo-cale”.
Crediamo sia giunto il tempo per cambiare la “brutta copia dell’umanità”: quella che è sempre stata pronta a “divorare il pesce piccolo” senza accorgersi che dietro l’angolo c’è ne sempre uno più grande in agguato.
E a questi concetti, pur nella massima trasparenza delle regole da dettare, servono pochi illuminati. Poche Guide etiche che non guardino al proprio “io” ma al “noi condiviso”!
Utopia? L’utopia vera è quella che l’essere umano ha stabilito contro il proprio simile sino ad oggi. Ma con l’era delle tecnologie, dei trasporti veloci, di una inevitabile scolarizzazione, i casi sono due: o si arriva a condividere i concetti di cui sopra, oppure si torna al perpetuarsi delle rovinose guerre gobali.
Maurizio Sarlo